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AGOSTO 2008
Eccomi ormai al capolinea di questa intensa e
arricchente esperienza di Servizio Civile Internazionale in Tanzania.
Esperienza che di sicuro restera' a lungo nei miei ricordi e che
influenzera' la mia vita futura.
In questi dieci mesi ho imparato tantissimo.
Innanzitutto a non giudicare questa gente e i suoi comportamenti
totalmente diversi dai nostri.
Cose che da noi sembrano impensabili ( certe reazioni, azioni, modi di
risolvere certi problemi,..) qui non lo sono e probabilmente viceversa
per loro.
Ho cercato di decifrare le gerarchie che stanno alla base di questa
popolazione dove sono gli uomini ad avere piu' potere decisionale delle
donne le quali a loro volta impartiscono ordini ai figli maggiori che a
catena comandano sui fratelli,sorelle piu' piccoli.
Ho cercato di adattarmi ai ritmi diversi ( qui piu' lenti e rilassati)
che scandiscono la vita quotidiana nel villaggio.
Anche se cerco di "mimettizzarmi" tra questa gente, seguendo loro
costumi, regole, ascoltando, chiedendo, resto sempre un ospite in questa
terra sconosciuta e pertanto riconosco che il rispetto di certe
tradizioni ( anche se alcune discutibili) e' fondamentale.
Mi hanno dimostrato che qui l'ospitalita' e' sacra, anche se mi e'
sembrato che a volte e' piu' un dovere che un piacere ( un esempio:
durante i funerali arrivano parenti da lontano che vengono ospitati per
piu' giorni spesso fino a che le scorte di cibo della famiglia
ospitante si esauriscono per poi togliere il disturbo).
Ho appreso che qui il dolore legato a certi avvenimenti ( come le morti
di mariti, mogli, figli) viene misteriosamente "soffocato", masticato e
digerito in pochissimo tempo....non so come facciano!Non so dove
immagazzinano tutto il loro sconforto e dispiacere.
Tanti giovani tanzaniani incontrati qui mi hanno svelato il loro
desiderio: volare in Europa per fare un'esperienza come la mia,
catapultati in una cultura totalmente diversa.
Chissa' cosa imparerebbero dalla nostra societa' del consumo, illusoria,
arrogante, veloce, super tecnologica???
Lascio questo posto con malinconia ma con la consapevolezza di aver
ricevuto tanto, di aver cambiato la mia visione generale rispetto a
tanti aspetti della nostra esistenza e di esser entrata in contatto vivo
con culture estranee alla mia.
Un abbraccio e a Settembre al mio ritorno!!
Ciao!!!!
Ellen
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LUGLIO 2008
Hello!!??In collegamento con la TANZANIA.....In
questo ultimo mese ho rinnovato l'impegno con le scuole elementari,
svolgendo due gare di disegno, temi di questa volta: mezzi di trasporto
e allevamento.
E' stata inoltre qui in visita al mio progetto di Mfyome una mia amica
svizzera con la quale avevo collaborato nel 2006 in Malawi tramite
l'organizzazione umanitaria danese HUMANA.
Ho colto l'occasione per mostrarle le varie attivita' connesse al
progetto e inoltre per prendere due settinmane di feie per visitare
insieme a lei altre zone della Tanzania.
Siamo state a Sud della Tanzania, immerse nel verde delle piantagioni di
CHAI (the), nelle acque del Lago Malawi a Matema Beach, poi di nuovo a
Nord fino alla piccola e artistica localita' di Bagamoyo in visita al
progetto di altre due ragazze italiane in Servizio Civile Internazionale
come me; collaborano a un progetto di prevenzione Aids.
Insieme abbiamo potuto confrontare le nostre diverse esperienze e
confidarci difficolta' ma anche obiettivi raggiunti fino ad ora.
Ora di nuovo al villaggio di ritorno dai miei viaggi africani preparo le
attivita' per il prossimo mese : gare di giochi vari tra i vari villaggi
per i ragazzi delle elementari, altre due repliche dello spettacolo
Upinde Wa Mvua e ainoltre aspetto la riapertura delle scuole per
continuare le attivita' iniziate insieme ai maestri.
Alla prossima puntata!!
Buone vacanze e un abbraccio a TUTTI!!!
Ellen
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MAGGIO 2008
Nuovo mese, nuove attivita' qui a
Mfyome .
In una scuola elementare sono stata impegnata a scrivere insieme agli alunni
una lettera per iniziare uno scambio epistolare con una scuola italiana
vicino a Monza.
Intanto e' in corso la preparazione di gare di giochi vari ( previste per
fine giugno) per i ragazzi della classe sesta ( da noi corrisponde alla
prima media), nella preparazione abbiamo coinvolto i catechisti dei diversi
villaggi .
Le donne che seguo stanno aspettando Giugno per iniziare a raccogliere il
granoturco, nel frattempo molte di esse stanno costruendo ( con l'aiuto
economico dell'Associazione ALM) case nuove visto che e' terminata la
stagione delle piogge.
Ho constatato con perplessita' il fatto che ora che due membri ALM sono
tornate per breve tempo in Italia, le donne da loro supportate sono
disperate perche' non sanno a chi rivolgersi ora che hanno bisogno di soldi.
Questo fatto sottolinea a mio parere il legame di dipendenza che si e'
instaurato tra la gente locale e questa organizzazione e non di
autonomizzazione e responsabilita' individuale.
E' giusto che sia cosi'??
E' ora in visita a Mfyome mio padre, impegnato per due settimane come
volontario in quanto pediatra all'Ospedale di Tosamaganga.
Li' ha potuto capire di persona quanto il livello professionale del
personale medico sia scarso e inadeguato alle esigenze degli ammalati.
Ancora una volta per me e' il caso di puntare a una riforma radicale del
sistema scolastico profesionale e non dell'intera Tanzania, ma a chiedere di
cambiare questo stato delle cose a chi bisogna rivolgersi??
Ho visitato anch'io l'Ospedale e l'orfanotrofio di Tosamaganga.
Prossima visita : l'Ospedale di Dodoma.
Dal Superfluo del nostro mondo occidentale all'Essenziale in AFrica nel bene
e nel male...bisogna accettare le cose o cercare di cambiarle?
Elena Uderzo
ps Cristanzia, la cuoca del nostro asilo di Mfyome della quale vi
avevo parlato qualche mail fa e' mancata, non ce l'ha fatta....soffocata
dall'Aids
MAGGIO 2008
Ciao a tutti...
come va in Italy??
qui bene,...è finita la stagione delle piogge...a giugno le scuole
chiuderanno per un mese per permettere alla gente di fare il raccolto di
granoturco.
Sono stata a visitare un Parco Naturale Ruaha Park davvero molto bello sia
per gli animali che per la natura che ho potuto ammirare...sono posti
davvero unici....cerchi di leoni, impronte di elefanti, colli di giraffe,
vestiti di zebre,.....una bellezza davveo unica...
Al villaggio continuo con il progetto seguendo le donne ammalate di Aids.
In due scuole elementari ho riproposto gare di disegni, i maestri questa
volta hanno scelto come tema da disegnare: Ambiente della scuola e mezzi di
comunicazione.
A chi interessa può guardare su questo sito:
www.nyumba-ali.org lo
spettacolo-coreografia che ho realizzato qui con un gruppo di ragazzine ( e
un solo ragazzino maschio)guardate sotto Upinde wa Mvua, è il racconto della
storia dell'arcobaleno in lingua kiswahili.
Proverbi sempre in kiswahili per voi:
Asiyefunzwa na mamaye hufunzwa na ulimwengu: The one who doesn't learn from
his mother will learn from the world.
Taratibu ndiyo mwendo: le cose vanno meglio se vissute con calma.
Ukupigano ndio ukufunzao : impara dai tuoi sbagli.
Paka akiondoka panya hutawala : quando manca il gatto i topi ballano.
Un abbraccio a tutti!
ellen
APRILE 2008
IMAGINE AIDS IN TANZANIA
di Elena Uderzo
Cristanzia, conosciuta da tutti come
Mama Mariam, continua la sua lotta silenziosa e segreta contro quel male
tanto diffuso in Africa e non solo in Africa: l’AIDS.
Per conoscere la sua storia bisogna
trasportarsi fino a Mfyome, un villaggio sperduto a 25 km di distanza dalla
città di Iringa, nel Sud della Tanzania.
Se si trascura la piaga di questo
flagello che in continuazione fa strage di vite umane ( le vittime sono per
lo più giovani), Mfyome è un vero e proprio paradiso…”incorniciato”dai campi
dorati di granoturco e girasoli, strade sabbiose e polverose, carretti
trainati da asinelli color argento carichi di foglie di tabacco pronte per
la vendita in città.
E’ in questo scenario incontaminato
che si incontra l’altra faccia della medaglia, l’altro aspetto di questo
paradiso lontano e sconosciuto..anzi lo si potrebbe definire come un
vorticoso inferno..l’AIDS, protagonista innominabile ma tanto potente da
ripresentarsi immancabilmente ogni mese, ogni settimana, ogni giorno e ogni
istante di questa vita di villaggio tanto semplice ma per molti versi amara.
Cristanzia, giovane cuoca dell’asilo
di Mfyome è una delle tante persone colpite da questa malattia..da più di un
mese è inchiodata al letto, senza le forze per mangiare, parlare o alzarsi..
La nostra amicizia stretta nella
piccola cucina dell’asilo, intente a tagliare cipolle e pomodori per
preparare UGALI ( polenta di mais servita in genere con fagioli o verdure
cotte) per preparare per più di cento bambini il pasto quotidiano…si è ora
trasferita nell’Ospedale di Iringa..a fianco a lei la madre, (alla quale
fino ad ora non è stata rivelata la malattia che sta abbattendo velocemente
la figlia) sul suo volto si legge tanta sofferenza soffocata, ancorata ad un
filo sottilissimo di speranza per lo più celata.
E poi lei..Cristanzia…non la si
riconosce più…sempre più minuta, scavata, gli occhi enormi e sgranati in uno
sguardo malato e non più sorridente; la sua figura si perde tra il peso
delle lenzuola e delle sue ferite fisiche ed interiori che la stanno sempre
più consumando.
A sforzo si lava i denti, sorretta
dalla sorella accorsa fin qui da una città al Nord della Tanzania, tutti
uniti con lei per darle ancora un briciolo di coraggio .
A sforzo si lava i denti, a sforzo mi
sorride e perfino sussurra il mio nome..mi avvicino a lei, mi accorgo che
non riesco a nascondere la mia preoccupazione in tale circostanza perché lei
dopo avermi confidato personalmente che è tormentata dal fatto di aver
lasciato le sue figlie abbandonate al villaggio e inoltre di aver interrotto
le cure della sua “shamba” ( campo di granoturco), mi prega di non piangere
per lei….tanto, ha ragione, le lacrime non fermeranno questo ennesimo
calvario umano, non laveranno via il tormento della sua quotidiana lotta
disperata.
Un minuto di condivisione di questo
dramma ( qui purtroppo tanto comune tanto da essere all’ordine del giorno )
così reale e tangibile in questo Paese e subito sono scacciata
dall’Ospedale, anche oggi l’orario di vista ai pazienti è terminata…affido
Cristanzia alle cure ospedaliere, consapevole che questa malattia non
perdona e corre più veloce di molti altri mali..
Ammiro Cristanzia per la sua forza e
determinazione, per non essersi neanche minimamente lamentata della
situazione che sta vivendo sulla sua pelle..uniche sue preoccupazione ora
sono la vita dei suoi figli, il loro futuro e la cura del suo campo, unica
fonte ( ora che non può più lavorare all’asilo) di sostegno per la sua
famiglia.
Questo è solo un esempio di quello che
succede qui a due passi dal Paradiso dimenticato di Mfyome…in conflitto
perenne con l’Inferno-Aids…
In città, Iringa, ho condotto
interviste in alcune organizzazioni e counselling centers impegnati
attivamente alla lotta contro l’Aids.
Una domanda sorge spontanea ..”Come
mai nonostante l’esistenza di tutte queste organizzazioni e progetti mirati
a ridurre il problema Aids l’infezione continua a dilagare inarrestabile?”
”Come vanno concentrati meglio gli
interventi?”
Le persone che ho incontrato mi hanno
dato come spiegazione il fatto che oramai la gente locale si è talmente
abituata e assuefatta a convivere con questo problema che è diventata
“vaccinata” all’idea di poter morire di questo male…come se morisse di
vecchiaia o per un incidente..non c’è più differenza…
False credenze (nei villaggi la gente
continua a credere che la puntura di zanzare o l’utilizzo del condom
provochino la diffusione della malattia), comunicazione errata alimentano
tanta ignoranza che si ripercuote su tutta la popolazione.
Come agire allora?
Dalle interviste emerge ancora il
forte bisogno di tanta ISTRUZIONE, istruzione e ancora…ISTRUZIONE su questo
problema a partire fin dalla scuola elementare.
Inoltre non ci sorprende più ( forse
dovrebbe farlo) il vedere che gran parte dei progetti finanziati per lo
“SVILUPPO”, tendano ad occuparsi principalmente di persone già affette dalla
malattia senza puntare invece a campagne mirate alla prevenzione di giovani
in età critica e sensibile ancora sani.
Dove nasce la consapevolezza di questo
paese per risollevarsi e per lasciarsi alle spalle il male che ha coinvolto
oramai troppe generazioni una di seguito all’altra ?
Dove finisce l’interesse di piccole e
grandi organizzazioni per iniziare a pensare concretamente a soluzioni più
efficaci e pratiche per la gente che ha bisogno certamente di maggiore
ascolto, informazione e chiarimenti prima ancora di soldi, farmaci e cibo
per risolvere un dramma che altrimenti continuerà a debellare popoli interi
come sta succedendo da tempo in Tanzania nello specifico e nel mondo in
generale?
Fermiamoci a pensare e poi appena
possibile attiviamoci!
Ho riscontrato perplessità alla
domanda “E’ POSSIBILE UN’AFRICA,UNA TANZANIA BILA UKIMWI?” (in Kiswahili:senza
Aids).
La voce di un giovane responsabile di
un’importante Organizzazione che opera ad Iringa è uscita dal gruppo e mi ha
promesso: “SI, E’ POSSIBILE”.
APRILE 2008
Ciao a tutti,
sono tornata in Italy per le ELEzioni, settimana
prossima si ripartirà per il sud Tanzaniano.
Vi invio in allegato una serie di interviste
sul tema: HIV-Aids che ho svolto in questi mesi ad Iringa, presso
diversi Centri giovanili e Counselling Centers; sono in inglese, le
traduzioni in italiano le rimando a Settembre al termine di questa
esperienza di Servizio Civile Internazionale.
Un abbraccio a tutti,
ellen
Fighting against HIV it’s possible
Interviews made by Elena Uderzo,Iringa ,Tanzania,Africa,2008
UMATI CENTER CLINIC, Iringa
January, 14th, 2008
Name of the interviewer: Useli
Position: Nursing Officer, VCT, Clinic Nurse
UMATI CENTER is a center focused on:
sexual and reproductive health and home based care, it is free. The
staff organize group discussions for both boys and girls.
Nurse Useli admits that it’s difficult to stop
the HIV infection, it’s a long process.
The first important step is to make the HIV test
in order to know one person’s health;people are still afraid to get
tested.
Sometimes young people are afraid to tell to
their partner to use condoms, they think that in this way the partner
can presume that he/she is already sick and refuse him/her.
Umati Clinic Center is organizing different
events (for example: Road Shows) especially addressed to young people,
to educate them, offering information, the possibility of testing and
also some fun ( music, dancing,..)
Many people were tested during these events.
According to Useli the present situation in
Tanzania about HIV is worst than in the past.
Pombe (the local beer) increases the risk of HIV
infection.
People don’t change their behaviour even if there
are a lot of information about HIV-Aids; young people don’t think
while they are in risky situations .
Singers are doing a lot for the people, giving
messages about this big problem.Even the Tanzanian President made a
campaign about HIV prevention and the importance of doing the HIV test
in October 2007.
Umati Clinic advises young people to use condoms,
to abstain and to be faithful to one person’s partner.
AGA KHAN MEDICAL CENTER, Iringa
January, 27th, 2008
Name of the interviewer: Doctor Leonard
Nyanasyeki
Position: surgeon
Contact: Po Box 119, Iringa, phone number:
+255-0784858038
According to Doctor Leonard, education it’s an
important tool in fighting against HIV. For example education and
information through: radio, newspapers, TV.
Politicians and singers in Tanzania have an
active role in this fight, but it’s not enough.
Festivals concerning HIV don’t help, instead they
can increase the risk of the infection as a place of temptation.
The situation about HIV in Tanzania is stagnant;
people know about this disease but they want to know even more, they
ask a lot of questions, they want to see how the HIV virus looks like,
they ask if it is true that the HIV virus is hidden inside the condor,
how the virus started and how it is possible that even if both the
parents of a child are HIV+, their son can still be not infected.
For Doctor Leonard people in Tanzania has given
up their fight against HIV infection, they have lost their hope;
people now think that to die because of Aids or because some other
diseases it’s the same, you have to die anyway.
Doctor Leonard says that sometimes he has some
doubts when he has to answer to some of his clients’s questions
concerning HIV-Aids
About condoms he is sceptical, a lot of people in
Tanzania, he says, don’t have money to buy condoms or they use the
same condor many times; in this way the infection continues to spread
and to kill people.
IRINGA UMATI CENTER, YOUTH CENTER, MTWIVILA,
Iringa
January, 28th, 2008
Name of the interviewer: Robert Kwarva
Position: Project Site Coordinator, Youth
Coordinator in rural areas.
Accordino to Robert Kwarva, the HIV situation in
Tanzania is improving, more people now come to this center for testing
and counselling than bifore and this fact can help people changing
their behaviour . and to know more about this serious disease called:
AIDS.
Also nowadays people don’t follow as many
traditional customs harmful in terms of HIV infection as they were
used to do in the past.
We need to continue our fight against HIV
infection because there are still many things to do: focus more in
educationand information, promoting more HIV-Aids awareness campaigns
in rural areas ( and not only in towns, the main aim it’s also to
reach remote areas and villages.)
We should also consider the fact that young
people have a lot of doubts concernine HIV-Aids and they find
difficult to talk about it with their parents.
Especially ( but not only)in the villages: Pombe
( local beer)and Ulanzi (bamboo juice )represent a high risk of HIV
infection for young people and adults as well since they drink a lot
until they get drunk and so without power to choose what is best for
their health and life and for other people’s health and life., causing
HIV infection and unwanted pregnancies.
The last two points he has mentioned are: the
problem of transport for people living in the villages, they can’t
afford to pay for travel expenses, so they can’t go for counselling
and testing for HIV.
Politicians in Tanzania talk about HIV-Aidsbut
their messages are not reached in small and distant villages.
There are educators who work around Mfyome (a
villane 25 km far from Iringa) in collaboration with Umati Youth
Center, giving information about HIV-Aids in order to empower the
people.
Iringa now is at the first place in Tanzania for
the highest rate of HIV infection.
MARZO 2008
...Sempre dall'Africa...
Ho iniziato questo mese con un'iziativa che ho programmato insieme ai
maestri della scuola elementare del Villaggio di Kitapilimwa: una gara
di disegno insieme ai ragazzi della settima classe.
L'argomento scelto da documentare con disegni e fantasia e' stato:
USAFI (Igiene).
L'esperimento e' ben riuscito, i ragazzi si sono impegnati e divertiti
nell'elaborare i disegni.
Ogni mese rifaremo quest'attivita' con una classe e tema diversi.
Un' altra soddisfazione e' arrivata con la buona riuscita dello
spettacolo teatrale: UPINDE WA MVUA (L'arcobaleno), rappresentato
nella citta' di Iringa presso l'Organizzazione Nyumba Ali, si
replichera' nel villaggio di Mgongo.
Sempre parlando d'arte nel week end vorrei dedicarmi ad aiutare
un'artista africana a realizzare un'esposizione dei suoi originali
disegni astratti ad acquerello ( diversi dal resto dei disegni
tradizionali visti fino ad ora qui) e batik.
Le donne che seguo per il progetto I CARE ( di supporto a donne vedove
e ammalate di AIDS) sono contente delle mie visite settimanalianche se
ogni volta nascono nuovi problemi : figli ammalati di malaria, una
donna violentata da due estranei, un'altra picchiata dal marito che ha
comprato una radio con i soldi dati dal progetto per comprare
fertilizzante per i campi,...
Inoltre la realta' dell'AIDS e' davvero "onnipresente" qui...sono
stata in Ospedale ad Iringa a visitare la cuoca dell'asilo del mio
villaggio di Mfyome, anche lei ammalata di questa malattia, senza piu'
le forze per parlarmi, se non solo per chiedermi di non piangere per
lei e con un'unica preoccupazione...chi lavorera' la sua shamba (
campo di mais) ora per lei inferma?
Sono stata in visita a un progetto condotto da un'Organizzazione
tedesca nel Villaggio di Mbigili...un paradiso ( anche in Kiswahili si
usa lo stesso termine Paradiso!!) per bambini orfani che qui vivono in
case confortevoli ( per ora il numero dei bambini ammonta a cinque ma
...purtroppo ...e' destinato ad aumentare) e a contatto con la natura.
Richard, Bwana Shamba ( Responsabile Locale e addetto
dell'agricoltura) mi ha mostrato con orgoglio la coltivazione di
funghi, meloni, fiori rossi per preparare succhi di frutti,cavoli,
pesche, carote, casette per le api per fare il miele e ovviamente il
mais...tutti prodotti destinati all'alimentazione dei bambini.
Sono rimasta colpita da tanta precisione e organizzazione ma
soprattutto dal fatto che qui le persone locali sono direttamente
coinvolte nel lavoro pratico ( persone con esperienza, supportate nei
loro studi da questa organizzazione che poi li impiega una volta
terminati i loro studi di Agricoltura, Scienza Sociali,..a lavorare
per questo progetto offrendo loro molte responsabilita' e possibilita'
di crescita.)
Con "l'unico" problema che non e' facile trovare gente affidabile, mi
sembra un metodo piu' utile di molti altri per cercare di promuovere
sviluppo e motivazione per questa popolazione.
...con la consapevolezza che forse le piccole realta' come questa sono
piu' facili da gestire.
Mi preoccupa il fatto che al mio progetto invece collaborano solo
persone anziane ( italiane)..cosa succedera' quando queste non saranno
piu' in grado di restare presenti sul posto?Chi continuera' il
lavoro?Per ora solo il dispensario puo' contare su due persone locali
fidate che portino avanti in futuro il lavoro, mentre il progetto I
CARE, il micro-credito e l'asilo stesso sono tutti sovvenzionati da
fondi italiani, e non ancora autosufficienti.
Queste le mie "novita'" africane dalla Tanzania
Un abbraccio a tutti!!
ellen
MARZO 2008
HABARI WOTE???
in kiswahili ..come state tutti???
Al mio villaggio si inizia a sentire profumo di tabacco ovunque...viene
raccolto, steso a far essicare e poi messo in una specie di forno a
legna....una lavorazione lunga ...per poi essere venduto in citta'...
Domani andra' finalmente in scena UPINDE WA MVUA ( Arcobaleno)
spettacolo teatrale con il gruppo di ragazzine che ho seguito in
questi 4 mesi tanzaniani.
per il resto..in via di sviluppo l'organizzazione di un torneo di
calcio per 7 villaggi...gare di disegno avviate con una scuola
elementare,.....forse caccia al tesoro per i bambini in giugno ,
luglio....
letture africane consigliate grazie a LOOPA:
- Ebano di Ryszard Kapuscinski
- Il sogno ostinato, lettere dall'Africa, di Silvia Montevecchi
un abbraccio a tutti!!
ellen
FEBBRAIO 2008
"Za siku nyingi??" In Kiswahili:
"Cosa e' successo dopo tutto questo tempo che non ci si sente?"
Qualcuno di voi in una lettera mi aveva chiesto di descrivere le
sfumature del cielo quaggiu'...da questa richiesta prendo spunto per
parlarvi della percezione personale dei colori tanzaniani avuta fino
ad ora.
I cieli piu' belli sono quelli che fanno da schermo cinematografico (
per la loro bellezza e rarita' )al paesaggio in cui vivo: i cieli che
incontro al mattino presto, ore 6, 6.30, quando di solito vado a
correre fino al villaggio di Kiwere, poco piu' in la' della moschea,
color bianco latte con decorazioni verde acquerello, meta: un grande
albero che mi aspetta sempre paziente.
Sono cieli spesso infuocati, rosastri ( se la giornata promette sole),
oppure bui e tetri, grigissimi ( con addirittura nuvole dense di
nebbia!), presagio di pioggia imminente.
Nel ritorno si aggregano alla mia corsa alcuni studenti e studentesse
diretti alla Scuola Secondaria...iniziano cosi' molte delle mie
giornate...osservando i colori del giorno che si risveglia e insieme a
lui tutto il resto...
Dal cielo si passa a un turbinio di combinazioni di colori, quelle che
caratterizzano le divise scolastiche; si passa dal giallo ( per
magliette) - verde ( per gonne e pantaloncini) per l'asilo al
bianco-blu per la scuola elementare e infine giallo-rosso bordeau per
la scuola secondaria.
In citta' cambiano gli accostamenti: spiccano il bianco- rosso,
blu-beige,...
Varianti infinite di un unico dilemma: trovare i soldi per comprare
queste divise ( con altri vestiti non si e' accettati sui banchi di
scuola).
Mentre il rosso incandescente dei funghi ( UYOGA in Kiswahili,
buonissimi!!) selvatici ravviva questa stagione delle piogge, attendo
nei prossimi mesi lo scoppio di colore giallo-oro dei girasoli ( dai
quali si ricava l'olio) e delle pannocchie ( prodotto come in Malawi
piu' coltivato in Tanzania e alimento base per l'intera popolazione).
Per ora nei villaggi predomina il verde ( speranza ) brillante dei
fusti del mais, delle foglie di tabacco, il rosso-mattone delle case
della gente e i colori dell'arcobaleno dei loro panni stesi ad
asciugare al sole.
Altri tuffi-immersioni di colori si possono fare visitando il mercato,
salendo sui bus e perfino negli ospedali...ovunque infatti le donne
sfoggiano KITENGE ( teli di cotone usati come gonne, scialli,
copricapo, per trasportare sulla schiena i loro piccoli oppure frutta
e verdura al mercato).Insomma in questo contesto la vivacita' dei
colori non mancano di certo!
Quello che invece purtroppo non c'e' ( non ancora) e' un livello
medio-alto di conoscenza e pratica per chi lavora nei due settori
secondo me tra i piu' importanti di qualsiasi Paese: Istruzione e
Sanita' ( come ormai risaputo in molte altre parti dell'Africa).
Nelle scuole del mio villaggio si vedono gli studenti dedicare molto
tempo a zappare il campo di mais della scuola piuttosto che impegnati
a seguire le lezioni.Negli Ospedali ( come ho osservato nel 2006 in
Malawi) mancano medici specialisti, scarseggiano i medicinali e la
gente nella maggior parte dei casi non puo' permettersi di pagare le
cure mediche.
Intanto al mio progetto continuo con il gruppo di teatro: UPINDE WA
MVUA ( ARCOBALENO), a Marzo finalmente ci sara' lo spettacolo finale!
Ho in mente di iniziare un gemellaggio ( tramite scambio epistolare)
con delle scuole elementari tanzaniane e italiane.
Purtroppo sono molto piu' che scettica sul modo in cui
l'Organizzazione con la quale collaboro per questo anno di Servizio
Civile Internazionale elargisce soldi ( provenienti da famiglie
italiane, conoscenti dei membri stessi dell'Organizzazione)per
"aiutare" la gente ammalata di Aids dei villaggi qui vicino...ogni
richiesta ( spesso soldi per comprare fertilizzante per i campi,
farina o per pagare le divise e tasse scolastiche dei figli)viene
esaudita immediatamente e con somme ingenti.Mi chiedo spesso :"Come
fara' questa gente una volta finiti questi aiuti?"
Inoltre sto cercando di organizzare insieme ad educatori locali
attivita' di prevenzione -educazione sul tema Aids ( cineforum, con TV
che qui funziona a pannelli solari visto che manca l'elettricita'),
visto che per ora l'Organizzazione organizza un incontro mensile ,
Post Test Club, per persone sieropositive ma non organizza invece
nessuna attivita' di sensibilizzazione per i ragazzi non ancora
colpiti da questa piaga sociale.
Infine in citta' continuo le mie visite a Ospedali, dispensari, centri
di Counselling e HIV TEsting per informarmi di persona sulla
situazione UKIMWI ( Aids) in Tanzania, per sapere se ci sono
miglioramenti e cosa si sta facendo per debellare questa infezione
mortale.
Per ora e' tutto!
Come va da voi???
Per ulteriori aggiornamenti alla prossima email!!!
KUNA MAKINI EPUKA UKIMWI!!Be careful of AIDS!
HEllen goes on and U!!!?????
un abbraccio!!!!!!!!
ps Marco come va in Ecuador????
ps grazie nunzio per le info su univ!!!
ps Grazie Barbara per la pubblicazione dell'articolo sul giornale!Non
riesco a mandarti foto per ora, verra' qui mio padre a lavorare due
settimane in un Ospedale di Iringa come esperienza in Africa, magari
te le dara' lui.
ps Grazie LOOPA per i tuoi volantini che sto distribuendo e per i
disegni che ho dato da colorare ai bambini!Puoi chiedere a Silvia se
e' interessata con la sua classe a scrivere lettere a dei ragazzini di
13- 14 anni della DARASA 6, 7 ( corrisponde alla nostra prima, seconda
media) , puo' scrivere al mio indirizzo: ELena Uderzo, c/o ALM Po BOX
123, Iringa, Tanzania, East Africa, oppure anche via email che si fa
prima, in italiano ( poi traduco io ) oppure in inglese se riescono.(
se non l'intera classe si puo' chiedere a pochi alunni interessati),
qui i maestri e alunni sono interessati a questa proposta, ma avvisa
che la cosa funziona finche' io sono qui ( fino a Settembre 2008), poi
non garantisco ( purtroppo) che riusciranno a continuare ( o magari
si!!)come vanno i tuoi progetti creativi??fammi sapere!Grazie!senza
impegno!
FEBBRAIO 2008
proverbi in kiswahili...per
voi..
Uso umeumbua na haya: a face is made to show modesty
Kila mlango na ufunguo wake: every door has its key
Mwenda bure si mkaa bure: One who walks without a reason is not like
one who sits around without a reason, the one walking might find
something in his travels...
un abbraccio a tutti!!!
ellen
GENNAIO 2008
Nuove impressioni e notizie dal "fronte africano"...Continuo con la
conoscenza dei villaggi presenti nella mia zona di intervento.Il piu'
caratteristico da me fin ora raggiunto e' uello di Matembo ( TEMBO in
Kiswahili significa elefante, infatti qui vivevano in passato alcuni
elefanti), un vero e proprio paradiso di pace...isolato, immerso nel
verde, lo si raggiunge dopo due ore di cammino.Si vedono poche case in
quanto vi abitano pochissime famiglie.
Questo minuscolo villaggioe' rimasto ora senza insegnante d'asilo e i
bambini restano a casa senza far niente.Nel frattempo il mais e le
foglie di tabaccoche colorano il paesaggio continuano a crescere e la
gente prosegue instancabile (bambini inclusi) il lavoro nei campi.
Tra breve anche qui riapriranno le scuole dopo il lungo mese di
vacanze natalizie.
Ho approfittato di questa interruzione scolastica per formare una
piccola classe pomeridiana con i ragazzi che passeranno alla Scuola
Secondaria..Con la riapertura delle scuole potro' invece iniziare a
dedicarmi piu' a fondo all'assistenza e visita delle famiglie affette
da Aids, in particolare vorrei seguire famiglie con figli adolescenti
per poter attivare per il loro inserimento scolastico e non attivita'
quali: teatro, sport e altre attivita' creative.
Nuove idee in cantiere: creare un club d'arte ( per disegno libero) e
se sara' possibile un gruppo di teatro con ragazzini di strada della
citta' di Iringa.
Ed ora alcune considerazioni personali sulla generosita' illimitata
della gente di qui...torno sempre dalle mie visite ai villaggicon:
peperoni, pannocchie, melanzane regalatemi dalle varie famiglie che
incontro per strada.Inoltre non sempre e' possibile rifiutare l'invito
a condividere nelle loro case un piatto di "UGALI"(polenta bianca di
mais) e MBOGA ( verdure cotte, spesso foglie di zucca), qui la gente
rimane offesa se non si segue questo "rito "di accoglienza
dell'ospite.
Mi ha colpita una ragazzina, Apya che un giorno mi ha domandato se e'
piu' difficile vivere in Tanzania o in Italia....Non e' semplice
cercare di far capire a questa gente che anche da noi ci sono dei
problemi, di natura diversa rispetto a qui ma che ci sono.
Anche se e' vero che molti dei nostri problemi in Europa sono relativi
se pesati sulla bilancia con i problemi quotidiani dei Tanzaniani o
degli Africani in generale.
Un abbraccio forte a tutti dalla lontana ma calorosissima ( mai pero'
fino ad ora quanto in MALAWI!!) TANZANIA!
ELENA
ps AUGURONI MArta!!!
ps NUnzio dammi news sul corso di traduz mediale, interessa anche a
me!
ps grazie ALE per la lettera!!!
se volete contattarmi chiamate questo numero dell'altra ragazza in
servizio civile con me e chiedete di me 00255-(0)782725425, solo alla
sera ( qui siamo 2 ore in avanti rispetto all'Italia).
Mio indirizzo postale: Elena Uderzo, ALM, Po Box 123, IRinga,
Tanzania, East Africa.
NOVEMBRE 2007
KARIBU TANZANIA!!!
Karibu, Karibu....Benvenuta, benvenuta, sono qui in Tanzania da solo
un mese e non so dire quante volte la gente locale mi ha rivolto
questo messaggio di accoglienza...ovunque...in strada, nel mercato...nei
villaggi....
Benvenuti sono anche i miei pensieri, riflessioni e impressioni legati
a questa nuova esperienza in Africa con Servizio Civile Internazionale
per l'Organizzazione ALM ( Assoc.Laicale Missionaria).
Fin da subito mi sono scontrata con il problema della lingua, qui
infatti la lingua ufficiale e' il kiswahili e in pochissimi parlano in
inglese. Dovendo lavorare nel villaggio di Mfyome ( a 25 km dalla
citta' di Iringa) e dintorni per seguire nuclei famigliari affetti da
UKIMWI ( AIDS), la conoscenza della lingua e' fondamentale come
veicolo di messaggi di prevenzione, ascolto e solidarieta' .Non
potendo da subito collaborare al progetto per questo problema, ho
visitato altri progetti che collaborano in rete con ALM qui in
Tanzania vicino ad Iringa, venendo in contatto cosi' con altre realta'
esistenti propositive e interessanti per la valorizzazione delle
persone locali, delle loro capacita' e risorse. Ho incontrato alcune
"famiglie aperte" , ovvero famiglie ( in questo caso italiane) che
vivono ad Iringa e hanno deciso di allargare la propria famiglia
includendo bambini e ragazzi locali con diversi problemi ( disabili,
orfani, malati,...)
Lucio e Bruna hanno accolto con se' tre ragazze disabili in quanto le
loro rispettive famiglie di appartenenza non sono in grado di
sostenerle in modo adeguato proprio per quanto riguarda la loro
situazione fisico-psicologica. Stanno costruendo inoltre una palestra
per loro e in futuro vorrebbero aprire questo centro anche per altri
ragazzi disabili.
Francesca tiene con se' quattro bambine ( due delle quali
sieropositive).Mi ha portata a conoscere alcune famiglie nei pressi di
Iringa che lei segue da vicino per incoraggiarle ad andare avanti,
sono tutte famiglie con bambini disabili.
Terza casa famiglia conosciuta e' quella di Marina e Beppe, i quali
fanno da "mamma e papa'" a ben undici persone.
Hanno anche un centro nutrizionale che assicura cibo ai bambini
malnutriti ( fino ai 6 anni), inoltre finanziano ad Ipogoro due centri
( che ho visitato personalmente) per ragazzi e bambini di strada ( qui
i ragazzi solo maschi, vivono fino a quando riescono ad essere
indipendenti) e un centro ricreativo aperto a tutti i ragazzi con
varie attivita' ( sport, musica, lettura, inglese,...)
Lo scopo di queste famiglie e' quello di prendersi cura di questi
ragazzi per poi in futuro riuscire a reinserirli nelle loro famiglie (
se non sono orfani) o presso altri parenti.
Sempre ad Iringa ho visitato un negozio gestito interamente da persone
disabili : NEEMA CRAFT,.Incredibile vedere il loro impegno nelle
attivita' quotidiane: c'e' un laboratorio di tessitura, un laboratorio
per il riciclo della carta con la quale poi creano agende,
quaderni,...un altro per la creazione di pannelli solari e anche un
caffe' sempre gestito da loro.
Infine visita al laboratorio dei coloratissimi batik ideati dalle
donne locali presso il centro messo a disposizione dall'Organizzazione
Eyes for Africa.
Quello che invece sono riuscita a realizzare personalmente fino ad ora
e' stata la creazione
di due progetti di teatro, ad Iringa presso la palestra di Bruna e
Lucio con un gruppo di 21 ragazzine e un altro a Mfyome, con ragazzi
piu' grandi. Con il primo gruppo lo spunto che ho voluto dare e' stato
quello di creare una storia e successivamente una coreografia basata
sulla nascita dei colori e dell'arcobaleno; mentre nel villaggio
l'idea e' quella di riuscire a creare tramite una rappresentazione
teatrale uno scontro-incontro tra culture diverse ( un gruppo di
tanzaniani che viaggia in Europa e un gruppo di europei che viaggiano
in Tanzania).
La difficolta' di questa nuova esperienza per me e' legata al fatto
che in Malawi ero riuscita ad entrare nel vivo del progetto molto
prima di qui in Tanzania ( anche per la possibilita' di parlare in
inglese con la gente)...il sentirsi subito parte di un contesto
lavorativo e non solo anche relazionale, di collaborazione e
interazione con la gente locale per me e' fondamentale,qui in Tanzania
questo processo di "integrazione" non e' ancora avvenuto del tutto...per
ora ne risento molto anche perche' la mia voglia di fare e' tanta...
Per ora sono solo "fotografa" di questa nuova dimesione
spazio-temporale perche' non rivesto ancora un "ruolo" preciso
all'interno del progetto.
Assaporo comunque le piccole cose quotidiane....intrufolarsi nel
mercato, entrare nelle diverse chiese per sentire un po' dei loro cori
speciali, preparare le banane verdi ( che qui si cucinano con pomodori
e peperoni, buonissime!!), entrare nelle scuole islamiche per
incontrare le "diversita'", fermarsi a parlare con le persone che si
incrocia per strada, osservare i bambini di strada trascinarsi in
cerca di qualsiasi cosa...stupirsi sempre e ancora di certe
ingiustizie note a tutti ma sempre presenti..
Questo lo "scenario" iniziale che sto vivendo qui...chissa' quanti
"atti" aggiungero' a queste prime impressioni personali...??
Intanto mentre in questi giorni tutti gli alunni festeggiano la
chiusura delle scuole ( si riapre a Gennaio dopo Natale), io invece mi
preparao ad andare a scuola di kiswahili per due settimane .Qui e'
iniziata la stagione delle piogge,la gente si prepara a lavorare i
campi fiduciosa....Tutto prosegue secondo il ritmo naturale delle
cose...
E dopo la pioggia?l'AROBALENO???
Un abbraccio a tutti!!!
ele
OTTOBRE 2007
Hello everybody!!JAMBO???(in
swahili: how are you??)
Finally some news from AFRICA!!!From Tanzania!
Yes, I'm back here, I will work for ten months in a village called
Mfyome, 25 km far from a city called IRINGA.
I have landed here 10 days ago..
First impressions...
Right now I have not started yet to work at my project, I have to
study the language in order to communicate with the local people...and
I'm visiting different projects (with handicap people, loans, ...empowering
women,...schools...)and I need to know where I can be useful for the
project.
I'm making a lot of comparisons with Malawi, where I was last year...Tanzania
seems to be less poor ( you notice this from the houses in the
villages, the cars in town...in the market...), also people at first
sight seem a bit different...here in Tanzania are welcome but less
than in Malawi...but we'll see...
Today I will start a theater group in Iringa with a group of young
people.
I hope to start soon also other activities in the villages!
Here is MANGO Season!!!!!!!!!!!
It's also very dry....people are waiting for rain season.
MBUSO!!!(Kiss) to everyone from Tanzania!!
Take care!
Bye
Ellen
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